Mucche magnetiche

Sabine Begall e Hynek Burda, due ricercatori tedeschi dell’università di Duisburg-Essen, dopo aver studiato migliaia di immagini satellitari ottenute grazie al popolare motore di ricerca ‘Google Earth’, hanno scoperto che le mandrie di bestiame tendono ad orientarsi sull’asse sud-nord, come farebbe l’ago di una bussola.
I risultati dello studio sono pubblicati sul sito web della rivista dell’Accademia delle Scienze americana (Pnas). Le ricerche degli etologi sull’influenza del magnetismo nelle specie animali, sinora, avevano concentrato l’attenzione su uccelli e insetti, tralasciando gli animali di grossa taglia.
“Francamente, non me ne ero mai accorto”, è stato il commento di un allevatore titolare di un grosso caseificio a Tulare, in California, interpellato dal giornale in proposito. Alla domanda “Ma lei non ha mai notato che le sue mucche guardano tutte verso Nord?”, Rob Fletcher ha sfoggiato il proverbiale pragmatismo dei ‘farmers’ americani: “Assolutamente no. E francamente non è che perda troppo tempo a badare a queste cose”.
I due zoologi di Duisburg sono giunti alla conclusione che le mucche percepiscono il polo nord magnetico. Una tesi che sarebbe confortata dalla mole di lavoro dedicata alla questione: hanno passato in rassegna le immagini di almeno 8.510 capi di bestiame, sparsi in 308 pascoli in ogni parte del mondo. Begall e Burda affermano che due mucche su tre – secondo quanto si desume dalle immagini di ‘Google Earth’ – tendono ad allineare il proprio tronco sull’asse sud-nord. Tenuto conto che la risoluzione delle immagini non è sufficiente a dimostrare quale parte della mucca guardi effettivamente a nord (la testa o il posteriore?), resta il “mistero” del 33% delle vacche anarchiche che si rifiutano di “assumere la posizione”.

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Giochi olimpici taroccati


Come aveva fatto durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, la Cina ha utilizzato dei razzi per disperdere le nuvole che si avvicinavano allo stadio ‘Nido d’Uccello’, durante la cerimonia conclusiva dei Giochi olimpici. L’azione è stata decisa dopo che gli esperti in meteorologia hanno scoperto una perturbazione di nuvole e pioggia alcune ore prima della festa olimpica in avvicinamento sullo stadio.
I 241 razzi sono stati riempiti con ioduro d’argento e lanciati contro le formazioni nuvolose, affinché scaricassero l’acqua lontano dallo stadio. Inoltre, otto aeroplani hanno lanciato sostanze chimiche nell’aria per pulire il cielo ed evitare un nuovo accumulo di nuvole. L’8 agosto, in occasione della cerimonia di apertura, sono stati lanciati verso le nuvole 1.100 razzi.

Cosa aveva inventato il dragone per la cerimonia di apertura? Una parte delle immagini spettacolari, ritrasmesse dalle televisioni di tutto il mondo, erano state precedentemente registrate per essere poi messe in onda come ha rivelato Wang Wei, vice presidente del Bocog, il Comitato organizzatore. In particolare erano state ‘precofenzionate’ le 29 gigantesche figure di fuoco che, simili a impronte di piedi, si muovevano dal cielo sopra a piazza Tiananmen fino allo stadio nazionale ‘Nido d’Uccello’. Ma c’è chi fornisce anche un’altra versione dei fatti. Quelle 29 impronte, tante quante le edizioni ufficiali delle Olimpiadi moderne, non sarebbero nemmeno state create con i fuochi d’artificio, vera e propria gloria dell’artigianato cinese, bensì sarebbero state addirittura disegnate al computer, come sostiene il quotidiano in lingua inglese ‘Beijing Times’.
Un lavoro scrupoloso e minuzioso per dare allo spettatore attento il senso della diretta, riproducendo la caratteristica foschia della capitale cinese e l’effetto in movimento, tipico delle riprese aeree. “In tanti hanno pensato che quelle immagini fossero riprese dal vivo”, ha spiegato Gao Xialong, responsabile degli effetti di animazione della cerimonia, per concludere: “Abbiamo realizzato la nostra missione”.

E le 51 medaglie d’oro?…

Un giallo silano: il “bang” e l’Airbus scomparso

Sino stata tutto il giorno a parlare e chattare con i miei amici di Cosenza del boato misterioso che si è sentito questa mattina in Sila, a Cosenza e pare anche sulla costa.

Le prime agenzie battono la notizia alle 11,30 ma ricostruendo i fatti il “bang” risale alle 9 del mattino. “Un misterioso boato è stato avvertito questa mattina nella Sila Cosentina. Secondo quanto si è appreso da alcune fonti, a provocare il boato potrebbe essere stato un aereo che ha rotto la barriera del suono ma sono in corso verifiche. Intanto al 118 è scattata l’allerta, in attesa che si completino le verifiche”, si legge. L’allerta scatta subito e infatti gente che abita in Sila ha visto autombulanze e l’eliosoccorso raggiungere rapidamente Camigliatello. Da qualcuno riferisce di aver visto tre aerei sfrecciare da sud verso nord. Altri invece hanno sentito prima il boato e poi visto del fumo sulle colline verso il mare.

Alle 12,30 un’altra agenzia riferisce che il «giallo è risolto» e parla di operazione «scramble» (che in gergo tecnico pare significhi «decollo immediato». Gli aerei sarebbero due F-16 del 37mo Stormo di Trapani che si sarebbero alzati in volo per cercare un altro aereo, un Airbus Cargo della Lufthansa che da Milano stava andando ad Atene. Alle 8,29 la torre di controllo di Padova aveva perso le sue tracce. E’ a questo punto che è partito l’ordine di intercettazione da parte del Comando operativo delle Forze aeree di Poggio Renatico (Ferrara) e che gli F-16 – attraversando i cieli dell’Italia meridionale a velocità supersonica nel tentativo di raggiungere presto l’Airbus- hanno infranto la barriera del suono.

Ma l’Airbus dov’è finito? Questo le agenzie non lo dicono. Aspettiamo domani…

Nel video: cosa ci vola sulla testa… tra le tante cose.