Immersione proibita per Fini a Giannutri

Legambiente denuncia e documenta ‘immerisioni proibite’ del presidente della Camera Gianfranco Fini che ieri, trasportato da una motovedetta dei Vigili del Fuoco, si è tuffato con muta e bombole nel mare di Giannutri in ‘Zona 1’ dell’area protetta: “un tratto di litorale dove è vietata qualsiasi attività che non sia di ricerca scientifica”, afferma la denuncia dell’associazione ambientalista. Legambiente, avvertita da alcuni cittadini che hanno assistito indispettiti alle immersioni di Fini nel mare splendido della Costa dei Grottoni, ha inviato una richiesta di spiegazioni scritte alla direzione del parco marino e dispone di foto dell’accaduto. Ricordando il dovere di sanzioni nei confronti di imbarcazioni e persone che senza permesso per motivi di ricerca scientifica transitano, sostano e si immergono nelle acque della ‘Zona 1′ di Giannutri. Anche se si tratta di Vigili del Fuoco e terza carica dello Stato.

“Non ne ero a conoscenza, nessuno mi ha chiesto il permesso, ne’ tantomeno avrei potuto concederlo, perché in quel tratto di mare nessuno può fare il bagno, per non parlare delle immersioni subacquee”. Cade dalle nuvole Mario Tozzi, presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, dopo la denuncia di Legambiente. “Quel tratto – spiega Tozzi – è la zona 1, a protezione integrale, davanti alla costa dei Grottoni. Nessuno può andarci se non dietro richiesta e solo per motivi scientifici. Se qualche autorità me lo chiede, lo accompagno volentieri in giro per il parco, ma non certo in mezzo alla zona 1… E’ una riserva integrale – ribadisce Tozzi – non ci si può neanche fare il bagno, figuriamoci immergersi con le bombole”. “Ci sono gli estremi per comminare una pesante multa, l’infrazione e’ grave”, aggiunge poi.

“Non abbiamo alcuna difficoltà a commentare una colpevole leggerezza”, dice il portavoce del presidente della Camera, Fabrizio Alfano, a proposito dell’immersione ‘vietata’ di Fini. “Non conoscendo esattamente i confini dell’area protetta – prosegue il portavoce -, pensavamo che l’immersione si svolgesse nell’area 2, dove sono consentite le attività subacquee”. “Conveniamo – conclude il portavoce di Fini – con il presidente dell’Ente parco sul fatto che è inevitabile una sanzione amministrativa e sul dovere di pagarla”.

Non conoscendo esattamente i confini dell’area… da non crederci. E se non ci fossero state le foto che ritraggono Fini con pinne fucile e occhiali?
Ma soprattutto perché Fini non si affitta una barca per farsi gli affari propri invece di usare un motoscafo dei Vigili del fuoco?

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La Toscana indecisa tra inceneritori e «sostenibilità»

«Problema: se ogni famiglia produce 5,7 chilogrammi di rifiuti a testa, e solo il 50 per cento è riciclabile, saremo nella cacca?». Questo è il testo del manifesto della campagna pubblicitaria che ha promosso la Provincia di Firenze a favore dell’inceneritore di Case Passerini. Per Ornella De Zordo, consigliera comunale per il gruppo Unaltracittà/Unaltromondo, questa è una campagna «che falsa la realtà, demagogica, pericolosa, perché afferma che solo il 50 per cento dei rifiuti prodotti può essere riciclato». Come ha potuto allora il comune di Capannori [Lucca] raggiungere l’82,40 per cento di raccolta differenziata? Anche secondo il Wwf la campagna è falsa ed ingannevole e, come ha affermato il presidente della sezione regionale, Guido Scoccianti, «siamo davanti a dati palesemente manipolati ad uso politico per ingannare i cittadini».
Proprio oggi la Regione Toscana, con soddisfazione del presidente Claudio Martini, ha varato la nuova legge sul ciclo dei rifiuti, che prevede la riduzione degli Ato regionali da dieci a tre. Ma la strada intrapresa parrebbe puntare, anche qui, alla costruzione di nuovi inceneritori, senza i quali «sarà impossibile trovare l’autosufficienza di smaltimento di nuovi ambiti allargati e procedere ad una vera razionalizzazione del sistema dei rifiuti della Toscana», ha detto il consigliere del Pd, Pier Paolo Tognocchi. I Comitati No inceneritori della Piana fiorentina preannunciano battaglia e si organizzano per la prossima «giornata mondiale contro gli inceneritori» promossa da Gaia, che si terrà il 28 novembre. Lo slogan è eloquente: «Rifiuti zero, zero riscaldamento globale: le tecnologie non puliscono il futuro».
La Rete per la difesa del territorio toscano, che comprende 155 comitati [tra cui quelli che lottano contro i mostri bruciarifiuti] saranno poi presenti, oggi e domani, agli «Stati generali della sostenibilità» che si tengono a Novoli, in provincia di Firenze. Sembra un controsenso ma gli «stati generali» sono stati voluti dallo stesso Martini per parlare di sostenibiltà ambientale. «Ogni giorno che passa diventa più urgente cambiare stili di vita e modello di sviluppo perché quello in cui siamo cresciuti appare vecchio, affaticato e non funziona più. Noi stiamo dentro ad un percorso mondiale che chiede con urgenza una nuova gerarchia di valori», ha detto Martini ieri presentando l’evento.
Magari si potrebbe iniziare fermando le speculazioni edilizie che stanno mangiando la regione. A partire dalle villette di Monticchiello [queste si sono state fermate ma non dalle amministrazioni], per non partlare della scellerata riconversione in «resort» del borgo medievale di CastelFalfi di cui raccontano gli urbanisti Sandro Roggio ed Edoardo Salzano nel numero di Carta settimanale in edicola da domani.