Napoli. L’emergenza rifiuti continua


26 novembre 2010 La promessa di Berlusconi: “Napoli ripulita dai rifiuti in quindici giorni”
11 febbraio 2011 Si allunga l’emergenza rifiuti. Caldoro: “Fuori dalla crisi tra tre anni”

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Maroni: “A Napoli i rom smaltiranno i rifiuti tossici”

E’ scaduto ieri il termine ultimo per la conclusione del censimento nei campi nomadi in Italia ed il ministro dell’Interno, Roberto Maroni ha annunciato che incontrerà già nella prossima settimana, i tre Commissari straordinari per “elaborare i dati raccolti”.

Maroni, che ha voluto sottolineare come la stessa Europa ha approvato il censimento che “è in linea con le normative Ue”, ha poi spiegato che i dati del censimento serviranno a giungere all’attuazione dei livelli minimi di assistenza, a piani di scolarizzazione e avviamento al lavoro e alle questioni legate all’igiene e alla sanità. Il traguardo sarà quello di giungere a campi attrezzati sul modello di quelli gia’ attivi in centri come Voghera. I percorsi, ha spiegato Maroni al Comitato, “sono essenzialmente due: il primo è il coinvolgimento dei nomadi nella costruzione di nuovi villaggi; il secondo è la costituzione di cooperative di servizi”.

A proposito delle iniziative riguardanti l’avviamento professionale dei nomadi Maroni ha informato il Comitato che il prefetto di Napoli ha siglato un accordo con le comunità che si occuperanno dello smaltimento dei rifiuti “Il prefetto – ha spiegato Maroni – ha firmato un accordo con alcuni residenti nei campi che si sono impegnati ad attuare, attraverso appunto la costituzione di una cooperativa di servizi, un’attività parallela a quella del commissario Bertolaso per lo smaltimento dei rifiuti tossico-nocivi che ancora ci sono in giro per la Campania”. Questo ha detto Maroni favorirà “una concreta integrazione”.

L’alternativa a Chiaiano c’è. A rischio il decreto rifiuti del governo

Sono arrivati in 10 mila ieri alla rotonda Titanic al ritmo del sound system organizzato dai ragazzi di Chiaiano. Un successo per la manifestazione contro la discarica. Lo dicono in molti e non solo gli abitanti, anche i No Tav, i No Dal Molin che hanno viaggiato per ore in treno pur di testimoniare la loro solidarietà ai cittadini campani.
Quella di ieri è stata una manifestazione colorata e emozionante, aperta da centinaia di donne e bambini davanti allo striscione “Jatevenne!”.

Nonostante tutto il governo è deciso ad aprire qui una delle dieci discariche contenute nel decreto rifiuti. All’interno del Parco metropolitano delle colline di Napoli dove si trovano numerose cave di tufo, borghi contadini, aree agricole e boschi di castagni.
Una alternativa alla cava di Chiaiano però ci sarebbe. E’ una cava abbandonata a Parco Saurino, Santa Maria La Fossa (Caserta) che, da sola, potrebbe contenere l’immondizia di tutta la Campania per sei mesi. A rivelarlo è il Walter Ganapini, neoassessore all’ambiente della Regione Campania, ex presidente di Greenpeace, che dice: “Si poteva evitare l’emergenza di febbraio. Sono esterrefatto”. Esterrefatto perché questa cava sconosciuta è stata pagata dal Commissariato nel 2003, spiega Ganapini che aggiunge: “Credo che occorrerà risalire alla catena di coloro che non potevano non essere a conoscenza dell’esistenza di questa struttura”. In più è una cava già predisposta per funzionare, adesso.

Occorrerà indagare, certo. E subito risponde il Commissario all’emergenza rifiuti (ancora in carica nonostante ci sia un sottosegretario ad hoc: Bertolaso), Gianni De Gennaro, precisando che la cava indicata da Ganapini è adiacente ad altre discariche esaurite e che hanno bisogno urgente di bonifica e che, pertanto, “il Commissario delegato acquisita notizia della contaminazione dei suoli circostanti e della falda, ne ha escluso qualsivoglia utilizzazione anche per mantenere fede agli impegni assunti con le Amministrazioni e le popolazioni locali”. Questo è la giustificazione di De Gennaro.

Ma c’è qualcun’altro che è fermamente intenzionato ad indagare sulla gestione del ciclo dei rifiuti in Campania. E’ la Commissione europea, che vuole vederci chiaro sul decreto del governo italiano per far fronte all’emergenza rifiuti.
Il governo, dopo le rivelazioni del periodico di banca Etica “Valori”, ha smentito subito la notizia. Franco Frattini, ministro degli esteri, ha fatto di più, dicendo dalle colonne de “Il Giornale” di oggi che “a Bruxelles è chi soffia contro l’Italia appena gli si presenta un appiglio”, riferendosi alla probabile bocciatura dell’Ue al piano governativo per risolvere l’emergenza rifiuti.

Le “cassandre rosse”, come le ha definite qualcun’altro, sono 13 eurodeputati italiani del centrosinistra che hanno replicato alle accuse. Roberto Musacchio, Monica Frassoni, Claudio Fava, Umberto Guidoni, Giovanni Berlinguer, Giulietto Chiesa, Pasqualina Napoletano, Vincenzo Aita, Vittorio Agnoletto, Giusto Catania, Luisa Morgantini, Marco Cappato e Sepp Kusstatscher.
“Non crediamo – scrivono in un comunicato – che essere in favore della legalità sia un comportamento anti-italiano, specialmente quando le normative Ue difendono l’ambiente e la salute dei cittadini italiani”. Secondo loro “le dichiarazioni del ministro appaiono fuori luogo nel metodo e nel merito. Nel metodo per il suo modo di rivolgersi da ministro ai parlamentari. Noi non stiamo qui a difendere le politiche del governo a prescindere, ma cerchiamo di applicare al meglio le leggi europee: in questo caso peraltro le regole europee tutelano la salute dei cittadini quindi rispecchiano totalmente gli interessi degli italiani”. “Nel merito – prosegue il comunicato – il ministro dice che che le discariche apriranno dopo prospetti geologici e controlli. Benissimo. Ma il decreto contestato ha come obiettivo esattamente quello di derogare da ogni regola e di buttare liberamente di tutto, almeno potenzialmente. Ed e’ su questo che ribadiamo che il decreto e’ contrario alle norme italiane ed europee”.

E dalla Ue si fa sentire anche Stavros Dimas, Commissario europeo all’ambiente, dice: “Stiamo ancora valutando che cosa dice esattamente il decreto e se necessario chiedere ulteriori informazioni”. Insomma, per avere dei dubbi la Commissione europea li ha di certo ma sta ancora analizzando il decreto.

Petardi contro la polizia a Chiaiano? Il Presidio: “Notizia falsa”

Petardi accesi, legati a tre bombole di gas da campeggio lanciate contro la polizia a Chiaiano. La notizia che oggi ha trovato ampio spazio sui quotidiani è falsa precisano i cittadini, che da giorni tengono in piedi il Presidio di Chiaiano.
Durante la conferenza stampa giornaliera delle 12 al neonato mediacenter di Chiaiano, «un contraltare all’arroganza dei media mainstream», i presidianti dicono di essere «andati personalmente a controllare e persino la polizia in servizio in prossimità del presidio si dice all’oscuro della notizia. Probabilmente dunque falsa, tesa a screditare la compattezza e la correttezza di chi da un mese oramai si batte per resistere al tentativo di perpetrare uno scempio ai danni del territorio chiaianese e napoletano».

Domani l’appuntamento è alle 12 al Presidio dove si terrà un’altra conferenza stampa e intanto ci si prepara per la manifestazione nazionale del primo giugno a Chiaiano convocata dai Comitati in difesa delle cave di Chiaiano e delle Reti campane contro la devastazione ambientale. L’appuntamento è l’1 giugno alle 16 alla fermata della metropolitana di Chiaiano.

Napoli. Consiglio dei ministri e proteste

Riflettori su Napoli. Domani il Consiglio dei ministri

Vigilia del Consiglio dei ministri convocato a Napoli. Al centro il «pacchetto sicurezza» e la «crisi dei rifiuti». Mentre la città si prepara [anche se non dovrebbe esserci una «zona rossa», almeno fino a questo momento] le ruspe ripuliscono il salotto buono, quello tutto attorno alla neoclassica piazza del Plebiscito dove si affaccia la Prefettura sede del Consiglio, che accoglierà un summit comunque blindato.

Sette i cortei previsti che potranno però arrivare in piazza del Municipio [lontano da piazza del Plebiscito]. In strada ci saranno gli operatori della raccolta differenziata, che partiranno da galleria Umberto I. Proprio oggi l’Imam della provincia di Caserta, Nasser Hidouri, ha annunciato che la moschea–una delle più grandi della regione con oltre mille fedeli–si è già attivata a favore della raccolta differenziata.
Dal Maschio Angioino partiranno invece gli euro-disoccupati, da piazza Municipio gli operatori socio-sanitari, il Sindacato lavoratori in lotta invece si muoverà da piazza Matteotti. Il Coordinamento di lotta per il lavoro partirà invece da piazza del Gesù. Infine in piazza Mancini si ritrovano quelli dell’Associazione regionale immigrati. Con loro anche la comunità islamica di Salerno «per partecipare alla manifestazione contro il decreto sicurezza proposto dal governo–dice l’Imam di Salerno, Rashid Amadia–In questo momento i fedeli che frequentano la nostra moschea sono molto preoccupati per le nuove leggi che il governo intende approvare su temi come immigrazione e sicurezza partecipiamo alla manifestazione di domani come musulmani anche per condannare quanto accaduto di recente ai Rom nella nostra regione. Tra loro ci sono molti musulmani provenienti dalla Bosnia ai quali ci sentiamo vicini. Anche loro hanno dei diritti e prima di abbattere i campi Rom bisogna trovare alternative».
I presidi saranno due, uno previsto in piazza Matteotti con i lavoratori per la raccolta differenziata aderenti alla Cisal, mentre in piazza Dante ci sarà la Rete rifiuti tossici. Domani ci saranno anche i Comitati contro le discariche [come quello di Coda di Volpe, Eboli, dove continua il presidio dei cittadini, e dove il parroco don Daniele Peron, ha iniziato lo sciopero della fame] e i rappresentati delle famiglie di Rom costrette ad abbandonare il campo di Ponticelli. Loro chiedono che il governo non adotti la linea del commissariamento: «La nostra proposta è la creazione di una agenzia governativa o di agenzie regionali che possano occuparsi della stabilizzazione delle comunità rom presenti in Italia» proprio mentre da Catania arriva la notizia di un altro tentato rapimento di una bambina da parte di due rom romeni, accusati di violenza privata, sottrazione di minore e tentato sequestro di persona.

Sulla questione immigrazione, sicurezza e sulla situazione del popolo rom l’Italia è sotto accusa da parte del Parlamento europeo per violazioni dei diritti umani, violenze inaccettabili e mancata distinzione tra chi commette delitti e chi no. Nel pomeriggio nell’aula della sessione plenaria del Parlamento si discuterà proprio di questo.
L’accusa è nata dalla denuncia dell’eurodeputata ungherese, Viktoria Mohacsi, che dopo aver visitato gli insediamenti rom di Roma e Napoli, per le «gravissime violazioni dei diritti umani». A lei si è unito Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, che ha accusato l’Italia di non distinguere tra chi commette delitti e chi no: «questa distinzione non viene fatta da tutti coloro che stanno partecipando alla discussione in Italia e questo è molto triste».
E ancora oggi a Milano 29 cittadini rom romeni hanno presentato, alla prima sezione civile del tribunale, un ricorso contro il Comune per lo sgombero dello scorso 5 settembre nel campo nomadi di via San Dionigi. Quello, dicono, fu una «piccola deportazione» e ora chiedono un risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dalle famiglie sgomberate.

Chiaiano in marcia a Napoli

Azzeramento dell’Ici, decreto sulla sicurezza, detassazione degli straordinari, intervento sul caro-mutui, Alitalia e, naturalmente, l’«emergenza rifiuti» in Campania. Questi, e altri, i temi sul tavolo del primo Consiglio dei ministri del neo-governo Berlusconi che si terrà a Napoli tra lunedì 19 e domenica 25 maggio. Con ogni probabilità il luogo della riunione sarà la Prefettura di Napoli ora assediata dai rifiuti.
In questi giorni infatti i cumuli di spazzatura sono arrivati fino nel centro del capoluogo partenopeo e la situazione in provincia è critica, come sempre. Tant’è che nei giorni scorsi la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte europea di giustizia per la crisi dei rifiuti a Napoli e in Campania ritenendo che le misure adottate dal governo non siano ancora sufficienti e che «in passato sono stati proposti piani di azione, ma questi non sono mai stati messi in pratica». Se l’Italia sarà condannata in via definitiva, e potrebbe esserlo anche per la situazione nel Lazio, la multa da pagare sarà altissima.

Le proteste e i presidi anti-discarica sono un po’ da per tutto. San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli è assediata da 290 tonnellate di rifiuti. Sempre in provincia di Napoli, a Casavatore, l’amministrazione comunale ha messo in piedi una «task force» per impedire lo sversamento fuori controllo dell’immondizia nei diversi punti della città. Il sindaco Pasquale Sollo ha anche approvato un progetto di video-sorveglianza che prevede l’installazione di telecamere nelle «zone a rischio».
L’ultimo presidio nato è quello di Chiaiano, quartiere a nord di Napoli. È proprio qui che, dopo l’ennesimo e ultimo ritocco al «piano anticrisi, il super-commissario Gianni De Gennaro vorrebbe allestire, anche con l’assenso del sindaco Rosa Russo Iervolino, una megadiscarica per fronteggiare, almeno in parte, questa infinita emergenza. La discarica, da 700 mila tonnellate d’immondizia «tal quale», situata in una delle cave di cui il territorio è pieno e sul quale è stato costruito il nucleo abitativo più antico del quartiere, oggi sarà oggetto di un Consiglio comunale straordinario, contrario alla sua apertura, che lo scorso febbraio aveva votato all’unanimità contro qualsiasi sito di rifiuti.

A precedere la seduta, aperta intorno alle 13,30, una manifestazione indetta dai presidianti di Chiaiano ma anche dai cittadini di Marano, Mugnano e Calvizzano – comuni vicini – partita alle 8,30 dalla stazione metro del quartiere e conclusa al Maschio Angioino [Castel Nuovo], sede per solo per oggi del Consiglio. Alla manifestazione, aperta dallo striscione «Discarica a Chiaiano? No Grazie», hanno partecipato migliaia di persone, tra cui anche il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, che partecipa anche al Consiglio. Prima di entrare in Consiglio Perrotta ha dichiarato: «L’apertura di questa discarica è un atto politico irresponsabile, deciso arbitrariamente dal Comune e dal Sindaco di Napoli, e non dal Commissariato. La nostra è una zona con molti insediamenti abitativi e l’unico progetto utile per la comunità è il parco delle colline dei Camaldoli. Solo in questo modo Chiaiano e i quartieri vicini potranno respirare aria pulita. La nostra proposta alternativa è di monitorare tutto il territorio campano alla ricerca di siti più adatti. Chiaiano non può essere certamente lo sversatoio dei rifiuti di tutta la Campania».

Nel pomeriggio di oggi, intorno alle 18,30, l’associazione Vas [Verdi ambiente e società http://www.vasnapoli.org] di Napoli ha organizzato una riunione nella propria sede [calata Trinità Maggiore 4, discesa di piazza del Gesù] per organizzare una grande manifestazione a Napoli proprio in occasione del primo Consiglio dei ministri «per chiedere il ritiro dell’ordinanza del Governo Prodi che prevede la discarica a Chiaiano e ribadire i no a megadiscariche ed inceneritori ed i si alla raccolta differenziata porta a porta e ad una strategia rifiuti zero».