Dopo il nulceare a rischio il referendum sull’acqua?

Dopo aver bloccato il referendum sul nucleare il governo ci riprova e pensa ad un decreto per bloccare il referendum sull’acqua. L’escamotage sarebbe un passaggio di competenze sulle tariffe dell’acqua all’Autorità per l’energia. In questo modo il referendum decadrebbe.

Secondo i promotori del referendum però sarà molto difficile bloccare il referendum sull’acqua poiché l’abrogazione di una parte dell decreto Ronchi, che contiene anche le norme che privatizzano la gestione dell’acqua, non basterebbe a bloccare entrambi i quesiti.

Il primo quesito, infatti, propone l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici che il governo Berlusconi vuole affidare ai privati.

Il secondo, invece, fa riferimento alle norme di privatizzazione previste dalla legge Galli (1994), che ha introdotto il concetto di “ciclo integrato dell’acqua”, di un unico gestore per l’intero ciclo, e ha imposto che i cittadini paghino in bolletta il 7% di quanto il gestore ha investito. Proprio quest’ultimo comma sarebbe difficile da abrogare, ha spiegato il Comitato, perché “consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa”.

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