La marea nera non la ferma nessuno

Non mi sembra normale che un colosso come la British Petroleum, in crisi dopo il fallimento il primo tentativo della “cupola” di imbottigliare il petrolio (che si è riversato in mare dopo l’incidente alla piattaforma Deepwater Horizon) apra un sito per raccogliere consigli e suggerimenti di chicchessia.
La società ha di fatto ha lanciato un sos. E’ come ammettere che, a due settimane dal disastro, ancora un piano non c’è.
E intanto il petrolio continua a fuoriuscire, alcuni media parlano di 5 mila barili al giorno, circa 750 mila litri. Sono quelli che sgorgano dal pozzo in fondo al mare. Pare che la Bp ci riprovi domani ad installare la cupola. Se, anche questa volta dovesse fallire, gli ingegneri stanno pensando ad un cumulo di detriti per bloccare le falle del pozzo oppure di creare un anello di isole artificiali – ottenuto dragando sabbia e fango dal fondale marino – per proteggere le coste.
Tra tentativi e suggerimenti vari la marea di petrolio grezzo ha raggiunto le Isole Chandeleur, un arcipelago e area di sosta preferita di molti uccelli migratori, e tra poco raggiungerà le coste della Louisiana.

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