L’uovo di struzzo con gli occhi di mosca

Vivere all’interno di un uovo. Un nuovo ‘edificio bioclimatico’, biocompatibile a basso consumo energetico che sfrutta le risorse ambientali attraverso l’orientamento e la forma della struttura. ‘L’uovo di struzzo con gli occhi di mosca’. E’ questo il nome dell’edificio progettato dall’architetto Giuseppe Magistretti dello studio di progettazione ‘Archingegno’ di Milano che opera nel settore delle energie rinnovabili occupandosi in modo particolare della ricerca tipologica di manufatti edilizi ecologicamente compatibili ed energeticamente autosufficienti. Un progetto che osserva i fenomeni naturali e i criteri seguiti dalla natura (nella sua complessità del mondo vegetale ed animale), traendo da questi gli insegnamenti per un equilibrio simbiotico tra uomo e ambiente costruito.

Ma come nasce l’idea di costruire un’edificio a forma di uovo di struzzo? “Non si tratta di eclettismo. L’uovo e’ una forma quasi perfetta perché genera la vita ed e’, quindi, l’elemento placebo che puo’ garantire certi standard qualitativi” spiega Magistretti. Ma non solo. Questa forma “e’ la piu’ contenitiva per la dispersione termica”.
Un edificio a sezione ellittica, infatti, presenta le migliori caratteristiche per conservare il calore d’inverno e rimanere fresco d’estate. Questa convinzione si basa sul fatto che un edificio di questo tipo combina il massimo volume utile con la minima superficie esterna e offre la minima resistenza aerodinamica ai venti.
Inoltre, essendo l’involucro esterno strutturato con una maglia esagonale contenente un’ampia superficie vetrata, si e’ pensato di risolvere il problema della filtrazione dei raggi solari e della regolazione dell’intensita’ luminosa, con un altrettanto singolare sistema di difesa congegnato a somiglianza dell’occhio di mosca. Le caratteristiche di questo organo prevedono un doppio sistema di filtrazione e regolazione della luce, compatibile con una maglia strutturale. Assimilato alle superfici vetrate, si prevedono due esagoni concentrici funzionanti a doppio schermo, che permettono di selezionare, nelle stagioni e nelle diverse ore del giorno, i raggi di incidenza dell’energia solare.
Questo sistema, come spiega l’ideatore del progetto, permette di mantenere il calore nelle ore notturne “con uno sfasamento di 6-8 ore”.
A complemento dei sistemi passivi (relativi alla captazione e alla schermatura dell’energia solare) e del fotovoltaico, in sommita’ dell’edificio, e’ stata inserita una pala eolica ad asse verticale installata alla sommita’ del condotto di ventilazione naturale. Nel considerare l’efficienza edificio-impianto, inoltre, si e’ pensato di installare un impianto che utilizzi l’energia geotermica del terreno circostante l’edificio, per rispondere integralmente alla necessita’ di energia termica e ottenere il comfort ideale in tutto l’edificio.
La funzione fondamentale dell’involucro, dunque, e’ quella di mediare le condizioni climatiche esterne, mentre gli impianti di riscaldamento e condizionamento (realizzati senza utilizzo di fonti energetiche di origine fossile), non vengono piu’ considerati indispensabili per mantenere le condizioni di confort interne, ma come ‘ausiliari’, cioe’ necessari solo quando l’edificio in se’ non e’ piu’ in grado di garantire il benessere interno.

Un edificio che si colloca “all’interno di un microclima decisamente diverso dai normali contesti urbani” grazie alla presenza di un laghetto, e dei passaggi pedonali interamente immersi nel verde. Inoltre, “e’ prevista anche una protezione a nord dell’edificio che permette ai venti e piu’ in generale al clima di influire il meno possibile”.
E i lampioni? Anche quelli sono stati pensati per garantire il massimo comfort. E’ previsto, infatti, un sistema di lampioni specchio, che nel periodo invernale “permette di portare il sole anche a nord”.
Si tratta in sostanza di un progetto “altamente qualitativo” che permette un saldo tra l’energia consumata e quella prodotta dall’edificio assimilabile tra le migliori categorie, attestandosi su un valore inferiore ai 30 kWh per metroquardo all’anno.

Ma costruire una struttura di questo tipo significa anche spendere di piu’? “Il costo si stabilisce in funzione delle scelte e dei dettagli” sottolinea Magistretti. Ma orientativamente si calcola “il 20% in piu’ rispetto ad una struttura tradizionale certificata con la stessa categoria”. Un investimento che per Magistretti puo’ essere ammortizzato nell’arco di 5 anni. “Non esistono in Europa, e forse neanche nel mondo, progetti di questo tipo”.
Purtroppo “ancora non e’ stato realizzato. In Italia poi si va avanti a ritmi troppo lenti. A mio avviso l’importanza di questo progetto ancora non e’ stata capita” aggiunge Magistretti.
E conclude: “Stiamo cercando di capire come salvare la terra ma bisogna uscire dalla logica della speculazione territoriale per entrare in una nuova ottica. E questo lavoro ne e’ la sintesi”.

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