Al G8 di Torino le cariche della polizia non fermano l’Onda studentesca

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Due cariche della polizia oggi a Torino contro gli studenti dell’Onda che protestavano pacificamente contro il «G8 University Summit» che si è aperto questa mattina.
In una Torino blindata, tra eccezionali misure di sicurezza, gli studenti stavano manifestando in strada tra slogan e striscioni, «A Torino c’è Profumo… di marcio», [il rettore del Poliltecnico, fra i promotori dell’evento, si chiama Francesco Profumo], «Chiudono l’università, noi ce la riprendiamo» oppure «Noi la crisi non la paghiamo». Gli studenti si sono poi divisi in tre gruppi, effettuando diversi blocchi della viabilità cittadina. È a questo punto che la polizia si è schierata ed è stata «inOndata» da gavettoni d’acqua e uova. Scattano le cariche della polizia. Durante la prima le forze dell’ordine hanno bloccato tre ragazzi, due greci e un italiano poi rilasciati. Nella seconda, in piazza Carlo Felice, è stato fermato un altro studente.
«Sono barbare e inaccettabili le cariche della polizia avvenute a Torino – ha dichiarato Paolo Ferrero, leader del Prc – Il diritto a manifestare è sancito dalla Costituzione e chiediamo al governo di interrompere immediatamente queste azioni da stato di polizia». «La giornata di ieri ed oggi non sono che l’inizio di una mobilitazione contro il G8 University Summit, che è appena entrata nel vivo: nel pomeriggio proseguiranno i dibattiti a palazzina Aldo Moro occupata, in serata si svolgerà il confronto tra le esperienze di lotta studentesca europee, in preparazione del corteo nazionale di domattina», si legge in un comunicato dell’Onda. «Quanto sta accadendo a Torino è grave ed inaccettabile e sembra riproporre la volontà del governo di centro destra di ricreare un clima di repressione e tensione, già sperimentato negli anni passati durante le manifestazioni anti G8», ha invece dichiarato Paolo Cento di Sinistra e Libertà commentando le cariche delle forze dell’ordine sui manifestanti dell’Onda».
Il rettore Profumo intanto si è detto disponibile «a cercare una mediazione» con gli studenti che hanno rispedito al mittente la proposta. «Nel momento in cui uno organizza un G8 University summit predisponendo zone rosse ed escludendo qualsiasi piano di condivisione con gli studenti, è evidente che il dialogo è già morto in partenza. È strano che il rettore non se ne renda conto», ha spiegato Andrea, del Collettivo universitario autonomo.

La protesta degli studenti dell’Onda era iniziata lo scorso venerdì 15 maggio. La sera prima il rettore Ezio Pelizzetti aveva deciso, per motivi precauzionali e senza preavviso, di chiudere Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, fino a martedì 19. «Abbiamo deciso di chiudere Palazzo Nuovo raccogliendo le preoccupazioni, fondate, dei presidi delle facoltà umanistiche per le iniziative contro il G8 che i manifestanti avevano in programma. La struttura non è idonea a ospitare concerti né a fare da dormitorio e il rischio che succeda qualcosa di grave è alto», questa la spiegazione del preside che non è agli studenti che sono scesi in piazza dando vita ad un corteo da Palazzo Nuovo al Rettorato dove hanno poi bloccato simbolicamente alcune uscite della sede. Contro la chiusura si era pronunciato anche Vittorio Agnoletto l’europarlamentare di Rifondazione/Sinistra Europea, secondo il quale è «veramente grave e simbolicamente molto forte, significa chiudere il luogo della cultura indipendente e consegnarlo alla mercificazione e dato che l’obiettivo primario della facoltà umanistiche aiutare a crescere la capacità di critica, la chiusura è la negazione della ragione fondante nell’università».
«E’ piuttosto infelice il nome G8 University Summit – avevano dichiarato gli studenti dell’Onda in vista del Summit – come se l’ennesima riunione di capi, questa volta delle università più rinomate, avesse in tasca le ricette per risolvere i problemi ambientali del Pianeta. È forse più plausibile che sia questa un’occasione per sancire definitivamente l’esistenza di un gruppo di università di serie A che diventeranno partner privilegiati del G8 in una logica di caccia ai finanziamenti».
Domenica 17 l’Onda scende in strada travestita da Robin Hood, con archi e frecce costruiti con rami e foglie, e da clown, indossando l’ironia per protestare contro i grandi. Accanto a loro c’era anche Haidi Giuliani che ha commentato «Qui ci sono i figli e le figlie e sono belli, allegri e ironici e hanno un futuro molto precario sotto tutti i punti di vista grazie a questo governo e alla situazione attuale».

La mobilitazione non si ferma. Oggi pomeriggio a palazzo Nuovo si svolgerà un dibattito su «trasformazione e crisi dell’università globale:le nuove lotte del lavoro cognitivo» seguito dalla presentazione del libro «La produzione del sapere vivo» di Gigi Roggero e, in serata, dal dibattito sulle lotte studentesche europee a confronto [con delegazioni da Francia, Grecia e Spagna].
Il culmine delle manifestazioni sarà il 19 maggio con l’assemblea nazionale dell’Onda al mattino e la manifestazione nazionale il pomeriggio dalle 15 con partenza da Palazzo Nuovo.

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