La kermesse del G8 ambiente. Si inizia domani a Siracusa

castello_maniace_041La zona rossa è allestita e guardata a vista dagli agenti in borghese, carabinieri e poliziotti in divisa pattugliano le strade, al Castello di Maniace – dove si incontreranno i grandi inquinatori della terra – non ci si può avvicinare neanche a piedi, le scuole chiuderanno Si presenta così Siracusa oggi, vigilia del G8 ambiente.
Fino a venerdì 24 aprile i temi sul tavolo oggetto di discussione dei ministri dell’ambiente del G8, insieme a Cina, India, Brasile, Messico, Indonesia, Sudafrica, Australia, Repubblica di Corea, Egitto e Repubblica Ceca, saranno la lotta ai cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità. Obiettivo del summit quello di «lanciare un importante messaggio politico sulla biodiversità e sul rapporto tra salute e ambiente, in particolare per i bambini, oltre a facilitare il dialogo sul tema dei cambiamenti climatici in vista della Conferenza di Copenhagen che, nel dicembre di quest’anno, dovrà definire gli assetti globali del ‘post Kyoto’», come si legge sul sito istituzionale http://www.g8ambiente.it.
Si parlerà anche di «Tecnologie a basso contenuto di carbonio» con le conclusioni dell’Iea [International energy agency] e della Banca mondiale, per poi approvare la «Carta di Siracusa» finalizzata alla conservazione della biodiversità.

Per i movimenti che proprio in questi giorni hanno organizzato un controforum, con manifestazioni e incontri, questa sarà tutta una kermesse, una vetrina istituzionale perché, fino ad ora, le scelte del governo vanno in una direzione esattamente contraria agli intenti del vertice: dal nucleare alla gestione dei rifiuti, dagli inceneritori al Ponte sullo Stretto, «opera fondamentale e prioritaria» secondo Berlusconi, nonostante sia ormai chiaro che manchino i fondi.
Questa mattina a piazza Pancali, ad Ortigia, sono stati sistemati dai militanti del Wwf 1600 panda di cartapesta, simbolo degli ultimi rimasti in vita, che invaderanno il ponte Umbertino dell’isola. Ma le iniziative dei movimenti cominciano oggi pomeriggio in piazza Santa Lucia dove il «In marcia per il clima», una larga alleanza in cui convergono associazioni ambientaliste e non solo, la Cgil, Legambiente, Greenpeace, Wwf, Verdi e altri, ha organizzato l’evento che prende il nome di «Giustizia climatica e diritti dei popoli». Le iniziative in piazza, dove si terranno dibattiti, proiezioni e concerti, andranno avanti fino a mercoledì 22, giornata dedicata agli studenti, con un incontro sul tema dell’illegalità ambientale a cui parteciperanno giornalisti e scrittori impegnati nella lotta alle ecomafie.
E proprio i Verdi ieri hanno presentato le loro proposte che puntano ad un «new deal verde». «In Europa – ha detto Monica Frassoni, presidente dei Verdi al Parlamento Europeo – ci sono 3,5 milioni di green job e potrebbero diventare otto milioni di posti».
La giornata del 23 aprile dalle 14 invece vedrà protagonista il corteo organizzato dal «Contro G8», un cartello formato dai centri sociali, associazioni, sindacati di base, Rifondazione comunista e Pdci che stanno allestendo la loro sede in piazza Marcello Sgarlata.

Quello che chiedono i movimenti è di ripensare i modelli di vita e di produzione e consumo, investire sulle energie rinnovabili, sul riciclo dei rifiuti, il taglio dei gas serra, la riduzione del commercio delle quote di CO2, ma tutto ciò sembra non essere protagonista del programma dei «big». E la beffa è che il tutto si svolgerà proprio qui, a Siracusa, città ammalata d’inquinamento, dove i morti di tumore in provincia aumentano ogni anno come i neonati malformati. Una città vicina al triangolo industriale Priolo-Melilli-Augusta, altrimenti definito «triangolo della morte» a causa dei danni causati dalla costruzione di industrie chimiche, petrolchimiche e per la raffinazione del petrolio alla fine degli anni ’40.
Proprio vicino Siracusa incombe anche l’ombra di una centrale nucleare promessa dal ministro Prestigiacomo. «L’energia pulita per eccellenza è quella nucleare – ha detto i ministro – Spero porremo la prima pietra della prima centrale entro 5 anni». Daltronte, ha spiegato sempre il ministro, madrina del summit che a Siracusa è nata, «La gran parte dei paesi del G8 produce una parte della propria energia elettrica con le centrali nucleari, che comunque sono ad emissioni zero».
E oggi a Scanzano Jonico, in Basilicata, Greenpeace ha improvvisato un riuscitissimo blitz che ha trasformato il terreno candidato a diventare un sito di raccolta delle scorie nucleari in un parco giochi «per ricordare al ministro Prestigiacomo e al governo – hanno detto gli attivisti – che le scelte irresponsabili di questa classe politica stanno ipotecando il futuro dei nostri figli» denunciando come «Tanto le normative già in vigore quanto quelle in discussione [il Ddl 1195] introducono elementi di militarizzazione nella gestione delle scorie e nella localizzazione dei siti, minimizzando le garanzie del sistema di controllo di sicurezza».

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