La crisi e il fantomatico risveglio dell’auto

fabbrica-italiana-di-automobili-1899La crisi globale ha spinto oltre 80 milioni di persone al di sotto della soglia dell’estrema povertà. E’ la denuncia di ActionAid, alla vigilia dell’incontro dei ministri dell’agricoltura del G8 che si terrà da domani a Cison di Valmarino [Treviso]. «La fame – spiega ActionAid – rimane purtroppo una questione marginale nei programmi politici dei governi e gli aiuti all’agricoltura hanno subito una drastica riduzione. Negli ultimi 25 anni infatti, i fondi per gli aiuti all’agricoltura sono diminuiti dell’85 per cento per i donatori multilaterali e del 40 per cento per i donatori bilaterali».
La crisi colpisce tutti i settori, anche i «nuovi ricchi» russi, i cosiddetti «Paperoni». L’80 per cento degli uomini d’oro, quelli che hanno investito nel mercato immobiliare, sono retrocessi da posizioni super-privilegiate, a causa del crollo dei prezzi degli immobili. Secondo la rivista Forbes, il reddito medio dei miliardari è passato dai 520 miliardi di dollari a 142 miliardi di dollari.
La crisi è mondiale, si sà, ed è «complessa in tutto il mondo – ha detto oggi ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola – è noto da tempo. La situazione di delicatezza finanziaria si è trasmessa all’economia reale, però è vero che ci sono dei barlumi di ripresa: in Cina a marzo sono ripresi i consumi e il Pil è cresciuto sensibilmente. Marzo ha fatto vedere anche negli Stati Uniti qualche barlume come ha detto lo stesso presidente Obama. Anche da noi in Italia, in maniera simile il comparto auto si è risvegliato». Sarà perché Chrysler e Fiat andranno a braccetto?
Secondo il Financial Times non è proprio così. Per il quotidiano, infatti, nei Paesi che aderiscono alla moneta unica europea sono presenti scarsi segnali di recupero. Addirittura secondo Colin Ellis, economista presso la Daiwa Securities Smbc, «ci si aspetta una situazione stagnante fino alla seconda metà dell’anno».
Anche l’Istat sembra confermare la tendenza. Secondo i dati diffusi oggi gli ordini e fatturato industriali sono andati a picco anche a febbraio. Addirittura si tratterebbe del maggiore «calo tedenziale» del fatturato dal 1991, causato in gran parte dal crollo delle vendite auto. Dove è finito il «risveglio dell’auto» di cui parla Scajola?

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