A Istanbul parte il Forum dell’«acqua privata»

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Ieri corteo contro la «politica dell’acqua» del governo turco guidato da Erdogan, cui hanno preso parte tremila manifestanti, ha annunciato l’apertura odierna del quinto Forum mondiale dell’acqua che si tiene a Istanbul fino al 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua.
«Da un lato il governo dichiara di voler privatizzare i fiumi – commentava uno degli organizzatori – mentre dall’altro costruisce dighe e riceve i proventi per lo sfruttamento delle acque dei fiumi dalle compagnie idroelettriche». Ne è un esempio la diga di Ilisu, sulle rive del fiume Tigri nel Kurdistan turco, di cui si è occupata la «Campagna per la riforma della Banca mondiale». La sua costruzione porterà al dislocamento di oltre 54 mila persone e alla sommersione del sito storico di Hasankeyf.
E proprio in questi giorni sono iniziate le sedute del «Tribunale dell’acqua», sulla base di denunce presentate da comunità rurali, organizzazioni sociali ma anche da cittadini. Tra gli imputati figura proprio Erdogan per il suo ruolo nella costruzione della diga Yusufeli, nel nord-est del paese la cui costruzione, secondo l’accusa, avrebbe costretto più di 16 mila persone a lasciare le loro case nella valle di Yusufeli.

Questo quinto Forum dal titolo «Bridging Divides for Water» [Costruire ponti contro le divisioni per l’acqua] è «un think-thank privato», dedicato al problema delle risorse idriche nel mondo, organizzato dal World Water Council [il Consiglio mondiale dell’acqua], legato alla Banca Mondiale, alle multinazionali e alle politiche dei pesi che pensano che l’acqua sia un «affare» e come tale intendono gestirlo.

Ad Istanbul però i movimenti internazionali, che non riconoscono la legittimità del Consiglio, hanno organizzato un «Forum alternativo» che ha preso il via oggi con una manifestazione che si è conclusa con l’arresto di 17 attivisti turchi da parte della polizia che ha caricato un corteo di trecento persone in assetto antisommossa e utilizzando gas lacrimogeno. «La protesta e il risultato degli scontri sono stati portati anche all’interno del World Water Forum dove in queste ore una delegazione di attivisti sta contestando i delegati del Forum ufficiale. Nei prossimi giorni, il Controforum avanzerà le proprie proposte, che verranno lanciate negli incontri e nei seminari previsti e in alcune conferenze stampa», scrivono quelli dell’associazione Yaku presente al Forum nella delegazione italiana del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
«Stasera un gruppo di 118 organizzazioni da 33 paesi presenterà ai partecipanti al Forum ‘ufficiale’ copia di una lettera indirizzata al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon», fa sapere Robert Ramakant, portavoce dell’organizzazione Corporate Accountability International, uno dei maggiori gruppi che contesta l’operato e le politiche del Consiglio mondiale. Nella missiva si chiede di ritirare il sostegno al Consiglio.
Proprio dall’Onu, che i movimenti invocano come unico organismo legittimato a guidare le politiche mondiali dell’acqua, arrivano dati inquietanti contenuti ne «L’acqua nel mondo che cambia», Rapporto mondiale sullo sviluppo delle risorse idriche. Il rapporto denuncia che entro il 2030, a causa dei cambiamenti climatici ma anche della rapida crescita demografica, quasi la metà della popolazione del pianeta vivrà in regioni ad alto stress idrico, tra cui in particolare l’Africa che conterà fra i 75 e 250 milioni di abitanti che subiranno questa pressione.

A rappresentare l’Italia al Forum ufficiale sarà il ministro dell’ambiente Prestigiacomo ma molti sono i movimenti presenti. Arriverà a giorni, ad esempio, la «Carovana per l’acqua» promossa da CeVi [Centro di Volontariato internazionale] e dal Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua. Presente è anche la Rete italiana dei laghi, «Living Lakes» che presenterà il «Piano di azioni per i laghi italiani». A Istanbul il Cipsi, Coordinamento di 47 Ong e associazioni di solidarietà internazionale.

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3 Risposte

  1. Grazie per l’articolo decisamente esaustivo.

    Ti consiglio, se ancora non ce l’avessi, l’indirizzo mail di Paolo Carsetti, della Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

    segreteria@acquabenecomune.org

    e sito omonimo, ovviamente prima di “acquabenecomune” va anteposto il www.

    Saluti Resistenti, Mattia Laconca – P.R.C. Pavia

  2. Ciao Mattia, lavorando per Carta conosco il Forum e ne seguo i lavori. Sul nostro sito http://www.carta.org seguiremo il forum di Istanbul fino alla sua conclusione. Oggi, credo, avremo un servizio da lì… on line verso le 17,30. Passa a trovarci!

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