Riflettori su Napoli. Domani il Consiglio dei ministri

Vigilia del Consiglio dei ministri convocato a Napoli. Al centro il «pacchetto sicurezza» e la «crisi dei rifiuti». Mentre la città si prepara [anche se non dovrebbe esserci una «zona rossa», almeno fino a questo momento] le ruspe ripuliscono il salotto buono, quello tutto attorno alla neoclassica piazza del Plebiscito dove si affaccia la Prefettura sede del Consiglio, che accoglierà un summit comunque blindato.

Sette i cortei previsti che potranno però arrivare in piazza del Municipio [lontano da piazza del Plebiscito]. In strada ci saranno gli operatori della raccolta differenziata, che partiranno da galleria Umberto I. Proprio oggi l’Imam della provincia di Caserta, Nasser Hidouri, ha annunciato che la moschea–una delle più grandi della regione con oltre mille fedeli–si è già attivata a favore della raccolta differenziata.
Dal Maschio Angioino partiranno invece gli euro-disoccupati, da piazza Municipio gli operatori socio-sanitari, il Sindacato lavoratori in lotta invece si muoverà da piazza Matteotti. Il Coordinamento di lotta per il lavoro partirà invece da piazza del Gesù. Infine in piazza Mancini si ritrovano quelli dell’Associazione regionale immigrati. Con loro anche la comunità islamica di Salerno «per partecipare alla manifestazione contro il decreto sicurezza proposto dal governo–dice l’Imam di Salerno, Rashid Amadia–In questo momento i fedeli che frequentano la nostra moschea sono molto preoccupati per le nuove leggi che il governo intende approvare su temi come immigrazione e sicurezza partecipiamo alla manifestazione di domani come musulmani anche per condannare quanto accaduto di recente ai Rom nella nostra regione. Tra loro ci sono molti musulmani provenienti dalla Bosnia ai quali ci sentiamo vicini. Anche loro hanno dei diritti e prima di abbattere i campi Rom bisogna trovare alternative».
I presidi saranno due, uno previsto in piazza Matteotti con i lavoratori per la raccolta differenziata aderenti alla Cisal, mentre in piazza Dante ci sarà la Rete rifiuti tossici. Domani ci saranno anche i Comitati contro le discariche [come quello di Coda di Volpe, Eboli, dove continua il presidio dei cittadini, e dove il parroco don Daniele Peron, ha iniziato lo sciopero della fame] e i rappresentati delle famiglie di Rom costrette ad abbandonare il campo di Ponticelli. Loro chiedono che il governo non adotti la linea del commissariamento: «La nostra proposta è la creazione di una agenzia governativa o di agenzie regionali che possano occuparsi della stabilizzazione delle comunità rom presenti in Italia» proprio mentre da Catania arriva la notizia di un altro tentato rapimento di una bambina da parte di due rom romeni, accusati di violenza privata, sottrazione di minore e tentato sequestro di persona.

Sulla questione immigrazione, sicurezza e sulla situazione del popolo rom l’Italia è sotto accusa da parte del Parlamento europeo per violazioni dei diritti umani, violenze inaccettabili e mancata distinzione tra chi commette delitti e chi no. Nel pomeriggio nell’aula della sessione plenaria del Parlamento si discuterà proprio di questo.
L’accusa è nata dalla denuncia dell’eurodeputata ungherese, Viktoria Mohacsi, che dopo aver visitato gli insediamenti rom di Roma e Napoli, per le «gravissime violazioni dei diritti umani». A lei si è unito Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, che ha accusato l’Italia di non distinguere tra chi commette delitti e chi no: «questa distinzione non viene fatta da tutti coloro che stanno partecipando alla discussione in Italia e questo è molto triste».
E ancora oggi a Milano 29 cittadini rom romeni hanno presentato, alla prima sezione civile del tribunale, un ricorso contro il Comune per lo sgombero dello scorso 5 settembre nel campo nomadi di via San Dionigi. Quello, dicono, fu una «piccola deportazione» e ora chiedono un risarcimento dei danni non patrimoniali subiti dalle famiglie sgomberate.

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