La soluzione all’emergenza? Spunta la cordata antirifiuti

Napoli aspetta il primo Consiglio dei ministri che si terrà il 21 maggio nei saloni della Prefettura, in piazza Plebiscito, sede della struttura commissariale retta dal super-commissario Gianni De Gennaro.
La «crisi dei rifiuti» avanza tra l’immondizia che viene regolarmente incendiata, interventi dei vigili del fuoco che questa notte hanno spento 75 incendi di cassonetti e immondizia per strada, soprattutto a Fuorigrotta e Bagnoli.
Proprio in occasione del Consiglio dei ministri di mercoledì i Comitati cittadini che presidiano i vari quartieri come quello di Chiaiano, a nord di Napoli [dove pende ancora la decisione sull’apertura della discarica nelle preziose cave di tufo] hanno organizzato una manifestazione che partirà alle 15 da piazza Dante per concludersi sotto il palazzo della Prefettura. «Siamo nel pieno di un’altra ‘emergenza’ che servirà come quelle precedenti per giustificare l’apertura di forza, contro la volontà delle comunità, di nuove discariche. Questa volta a farci le spese, in termini di avvelenamento del territorio e della salute, potrebbero essere Savignano Irpino, Sant’Arcangelo Trimonte nel Beneventano, Chiaiano a Napoli, Eboli nel Salernitano ed infine Vallata nell’avellinese», si legge nel comunicato che convoca la manifestazione sul blog della Rete Campana Salute Ambiente http://rifiutizero.nunserver.org. La soluzione all’emergenza è sempre stata sotto gli occhi di tutti, sostengono, cioè la «raccolta differenziata porta a porta, norme drastiche sulla riduzione degli imballaggi, riciclo e trattamento meccanico-biologico del residuo». Ma la differenziata, dicono ancora, «è stata sistematicamente boicottata per fare affari con le megadiscariche e l’incenerimento e che il ‘Commissariato all’emergenza’ da 14 anni serve soltanto ad espropriare la democrazia ai cittadini e ad occultare queste strategie. Consideriamo molto gravi le anticipazioni per cui Berlusconi vorrebbe autorizzare l’esercito contro i cittadini per aprire megadiscariche nei posti più insensati [come Chiaiano]. In questo caso i comitati opporranno la loro disobbedienza civile». Ma la manifestazione di mercoledì, tengono a precisare i Comitati, riguarderà anche «le nuove leggi xenofobe proposte dal governo e che potrebbero essere presentate in questo Consiglio dei ministri. Contro il razzismo ribadiamo invece solidarietà ai rom e ai migranti».

Il piano che il governo ha in mente consiste nell’utilizzo di dieci discariche, alcune sono quelle che i Comitati napoletani indicano, nella «deburocratizzazione» delle procedure che serviranno a costruire gli inceneritori, come ad esempio quello di Acerra. Così le gare per gli appalti, che fino ad ora sono state pubbliche, non lo saranno più ma i costruttori saranno scelti. Si dice «chiamata diretta». Nel piano del governo Berlusconi l’esercito sarà impiegato per liberare [velocemente?] le strade dai rifiuti prima che aumentino le temperature. Quindi per scongiurare l’insorgere di un’altra emergenza, quella sanitaria, come ha denunciato l’Ordine dei medici di Napoli, attraverso il suo presidente, Giuseppe Scalera. La situazione igienica in città, ma anche in provincia, ha detto Scalera «è ai limiti del livello di guardia. I danni maggiori sono provocati dalla diossina che si sprigiona dai roghi di spazzatura e che può contaminare i prodotti agroalimentari». A questo si aggiungono le malattie come la leptospirosi trasmessa dai ratti. E’ il timore espresso da Barbara Helfferich, portavoce del commissario Dimas, «la situazione sanitaria è grave: l’Italia non deve attendere la decisione della Corte europea per risolvere il problema, deve agire immediatamente».
Ferruccio Fazio, sottosegretario alla salute, invece minimizza: «I topi a Napoli non sono infetti e non possono attaccare la leptospirosi», assicura.
Oggi i mezzi dell’Asia, l’azienda a totale partecipazione del Comune di Napoli che cura la nettezza urbana, sono al lavoro per la «raccolta straordinaria» dei rifiuti che saranno poi portati negli impianti di Caivano e Giuliano e nella discarica di Serre, a Salerno. Proprio qui, nella piana del Sele, continua la protesta dei cittadini di Eboli che si oppongono all’ennesima discarica di rifiuti nella zona, quella in località Coda di Volpe.

E, come per l’Alitalia, spunta la cordata contro i rifiuti. Sono tutti imprenditori campani che, dossier alla mano, hanno pronta la soluzione per mettere la parola «fine» all’emergenza. Eccola qui: Mini piattaforme mobili offshore, ossia in mare, potranno smaltire dalle 20 alle 50 tonnellate di rifiuti da posizionare in angoli portuali o a largo delle coste campane, a Napoli, oppure nelle isole di Ischia, Procida e Capri, nella costiera sorrentina e nella costiera amalfitana. L’avveniristico progetto sarà presentato a Berlusconi in persona mercoledì e, assicura la cordata, «il carico dell’impresa, dell’investimento e della gestione è tutto nostro. Siamo in tanti, vogliamo fare sistema, vogliamo risolvere il problema rifiuti nel ‘nostro giardino’ senza invii in Germania». E le famose «ecoballe»? Ci ha pensato Salvatore Lauro, ex senatore forzista e armatore. «ll nostro progetto prevede già accordi per l’invio delle ecoballe in Paesi del Mediterraneo che le utilizzano come combustibile nelle cementerie».

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