Siamo tutti «Banditi del clima»

Le foto di 130 banditi campeggiano sul sito di Greenpeace www.greenpeace.org. Sono i «Banditi del clima», auto-schedati per protestare contro la decisione del questore di Brindisi che ha allontanato dalla città [ma anche dalle frazioni] dodici attivisti dell’associazione ambientalista per ben tre anni. Per Salvatore Margherito, il questore, loro sono «socialmente pericolosi» perché all’alba del 30 novembre dell’anno scorso sono entrati nella centrale a carbone Enel di Cerano-Brindisi sud [classificata come la più inquinante d’Italia] e hanno esposto striscioni di protesta contro il carbone «1st climate killer in Italy»: primo killer del clima in Italia.

È la prima volta che nel nostro paese viene adottato un provvedimento del genere contro una associazione ambientalista che però lo ha subito impugnato. «Questa legge è stata sino ad oggi applicata soltanto verso soggetti appartenenti ad associazioni a delinquere o di stampo mafioso o a soggetti conclamati come socialmente pericolosi quali non possono certamente ritenersi gli ecopacifisti»–dicono quelli dell’associazione che aggiungono: «L’iniziativa del questore rischia di diventare un grave precedente che limita il diritto di manifestare in modo pacifico».

«L’azione che abbiamo fatto si colloca all’interno della campagna per la salvaguardia del clima – dice Alberto, il bandito numero 8 della lista – L’Enel è una delle più grosse aziende produttrici di CO2 in Europa e la più grande in Italia così abbiamo più volte fatte azioni dimostrative per ricordare all’azienda di cambiare la sua ‘rotta’. Questa è stata una delle più eclatanti, insieme ad altre due-tre». Qualche giorno prima, infatti, gli attivisti si sono ritrovati a Cagliari per scaricare davanti al palazzo della Regione sacchi di carbone contro la politica energetica del presidente Soru. Poi a Civitavecchia i climber si sono arrampicati su una gru della centrale di Torre Valdaliga nord appendendo un enorme striscione per denunciare la riconversione a carbone dell’impianto, che allontana l’Italia dagli obiettivi di Kyoto. E come non ricordare il Wec, il Congresso mondiale dell’energia, lo scorso novembre a Roma? Anche in questo caso gli scalatori sono entrati in azione alla Fiera di Roma, dove si sono incontrati i delegati dei governi, srotolando uno striscione su cui campeggiava la scritta «Chiudiamo la follia nucleare. Rivoluzione energetica subito».

«Il provvedimento ci ha toccato parecchio – continua Alberto – Siamo stati presi per criminali, cosa che pensiamo di non essere affatto». Alberto è siciliano quindi dice «a Brindisi non ci andrò tanto spesso. Però ci sono alcuni ragazzi pugliesi per i quali il provvedimento potrebbe essere un problema reale. Siamo un po’ tutti amareggiati perché, come al solito, quando si vanno a toccare i grandi si scatena un putiferio, quindi ci siamo tutti attivati per far conoscere la cosa al di fuori di Brindisi, anche attraverso il sito, e molte persone ci stanno rispondendo, si stanno unendo alla protesta diventando ‘Banditi del clima’».
Per far parte dei Banditi ci vogliono tre semplici mosse, come è spiegato sul sito. Si può scaricare il cartello con la scritta «Bandito/bandita del clima» in pdf per poi stamparlo su un folgio A4, scattarsi una foto con il cartello bene in evidenza, e inviare la foto utilizzando l’apposito modulo.

E, sempre a proposito di emissioni di CO2, Greenpeace ha pubblicato la versione italiana del sito «Good car?», una guida all’acquisto dell’automobile più efficiente [una rarità nell’attuale panorama in cui le auto sono sempre più giganti e inquinanti] e ad usarla quando proprio non possiamo farne a meno. «Le industrie automobilistiche avevano promesso di ridurre le emissioni medie delle nuove auto a 140 grammi di CO2 per chilometro entro il 2008-2009 – ha detto Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace–In realtà questo accordo volontario è stato disatteso e la media attuale delle auto vendute in Europa è di circa 160 grammi».

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