Proroga per Taverna del Re. Acerra contro le «ecoballe»

Chissà cosa direbbero gli ispettori dell’Unione europea di fronte alla decisione del supercommissario Gianni De Gennaro di prorogare per altri cinque giorni l’apertura della discarica di Taverna del Re nel comune di Giugliano [Napoli].

I commissari intanto aspettano una risposta importante dall’Italia. C’è tempo fino alla mezzanotte di oggi perché il nostro paese risponda alla richiesta di parere motivato inviata dalla Commissione europea per chiarire l’«emergenza rifiuti» in Campania e pare che il ministro per le politiche comunitarie, Emma Bonino, sia all’opera per stendere una lettera che convincente dev’esserlo per forza. L’Italia infatti rischia una multa giornaliera che va da un minimo di 9.920 euro ad un massimo di 714 mila euro.

«Non ci sono più parole per commentare l’ennesima proroga all’apertura di Taverna del Re», dicono i cittadini che da mesi presidiano la discarica e che ieri sera hanno ricevuto la visita di uno dei dirigenti del Commissariato per l’emergenza rifiuti, e vice prefetto di Latina Antonio Reppucci. E’ lui che ha portato la brutta notizia «inscenando–dicono i cittadini–una ‘trattativa’ davvero sui generis, in cui unica possibilità di scelta per i comitati era accettare le decisioni prese. Prendere o lasciare. Questa è la ‘democrazia’ offerta a chi da mesi si sta sacrificando per il proprio territorio manifestando in maniera civile e non violenta».
Dal Comune di Giugliano il sindaco, Francesco Tagliatatela, annuncia di voler impugnare la nuova ordinanza «per contrastare queste scelte che non tengono conto della legittima battaglia di salvaguardia ambientale condotta dalla nostra comunità e dall’amministrazione comunale. Sia chiaro: ribadiamo il nostro fermo no allo sfruttamento indiscriminato del nostro territorio».
Nonostante tutto il presidio va avanti. «Continueremo la nostra protesta, cercando, quando possibile e nelle forme sempre attuate, di bloccare l’afflusso dei camion perché si sappia che a Giugliano c’è ancora uno scampolo di democrazia», dicono ancora i presidianti che oggi pomeriggio dalle 15 si sono trovati l’ospedale Cardarelli per manifestare solidarietà a Lucia. Lei ha iniziato da ieri uno sciopero della fame dopo essersi data alle fiamme venerdì scorso davanti alla discarica per protestare contro la riapertura. Alcuni di loro però sono rimasti davanti i cancelli di Taverna del Re per continuare a presidiare il sito ma, soprattutto per bloccare i tir che trasportano le «ecoballe». «Facciamo appello a tutte le forze democratiche e a tutti i cittadini, affinché assicurino una loro presenza presso il presidio – dicono–per lanciare l’ennesimo grido di disapprovazione, opponendosi con i propri corpi allo scempio che si sta consumando sulla salute dei cittadini. Solo una partecipazione massiccia può fermare i tir».

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’ordinanza firmata da Prodi che autorizza l’incenerimento delle ecoballe [si parla di circa 7 milioni di pezzi] nell’impianto di Acerra [in costruzione], il Comune di Acerra questa mattina ha deciso di impugnarla durante una seduta di Giunta, dopo aver commemorato con un minuto di silenzio i morti sul lavoro a Molfetta. «Tale disposizione–recita l’atto deliberativo del Comune guidato da Espedito Marletta [Prc]–è palesemente illegittima in quanto il costruendo inceneritore di Acerra non può essere alimentato con tali tipologie di rifiuti».
C’è un documentario che denuncia la tragedia dei rifiuti campani. Si chiama Biutiful cauntri, uscirà in venti sale il 7 marzo prossimo, per la regia di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero. Ma il presidente dell’associazione nazionale allevatori specie bufalina [Anasb], Raffaele Garofalo, si è detto «profondamente deluso e amareggiato dal contenuto del film» che tra l’altro è stato premiato al festival del cinema di Torino. Lui annuncia che chiederà i danni «contro gli autori di questa pellicola, dal contenuto denigratorio».

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