Ecoballo e proteste contro il piano De Gennaro

Questa mattina per diverse ore i comitati civici di Benevento hanno bloccato la statale Appia, l’unica che collega Benevento, Caserta e Napoli, e ad intermittenza i binari della linea ferroviaria Napoli-Benevento per protestare contro la riattivazione della discarica «Tre Ponti» di Montesarchio, nel Sannio.
La discarica rientra nel piano approntato da super-commissario De Gennaro per uscire dall’«emergenza rifiuti» in Campania ed era stata già utilizzata in passato da Corrado Catenacci, ex commissario di governo, che dal 22 gennaio è indagato per i rifiuti stoccati al suo interno che sarebbero «non conformi a quanto prescritto dalla legge, dai regolamenti e ordinanze». Oggi, secondo il Piano, la discarica dovrebbe ospitare 21 mila tonnellate di immondizia. Oltre a Catenacci sono stati consegnati diversi avvisi di garanzia, tra cui a Angelo Sordelli, responsabile per la Fibe dell’impianto e Rocco Votta, dipendente del Commissariato di governo, addetto ai controlli presso la discarica.
«Era prevedibile che le proteste sfociassero nell’occupazione dell’Appia – ha commentato Antonio Izzo, sindaco della città–Non abbiamo più fiducia nelle istituzioni, perché non rispettano i patti stabiliti».

Gli abitanti di Montesarchio non sono gli unici a protestare contro il «piano anticrisi» di De Gennaro. Si protesta in tutta la regione ma soprattutto a Napoli e provincia. Ci sono i presidi dei cittadini a Villaricca che non vogliono la riapertura della discarica di Riconta e a Ariano Irpino, dove proprio questa mattina il sindaco, Domenico Gambacorta, ha ricevuto l’ordinanza per la riapertura della discarica di Difesa Grande.
Mobilitazioni anche a Gianturco. Qui, martedì scorso, i cittadini insieme al Centro sociale Officina 99 hanno occupato l’area dell’ex Manifattura Tabacchi dei Monopoli di stato. All’interno del grande capannone, ora dimesso, De Gennaro vorrebbe piazzare altra «monnezza». I cittadini invece propongono che sia usato come punto per la raccolta differenziata. Insomma vogliono che sia creata un’isola ecologica.
Dal primo giorno di occupazione si sono [auto]organizzati in presidio: si fanno i turni anche di notte attorno al fuoco, si pensa a cosa fare dei sacchi d’amianto che, loro, hanno scoperto abbandonati all’interno del fabbricato e poi allestiscono aree per la raccolta differenziata di carta, plastica e vetro. È un buon inizio.

E questa sera al capannone di via Galileo Ferraris arrivano gli artisti per «l’Eco-ballo». Alle 21 Daniele Sepe, Luciano Russo, la Contrabbanda e altri gruppi di musica popolare suoneranno gratuitamente all’interno dell’area per testimoniare la loro solidarietà agli abitanti della zona orientale di Napoli [Sant’Erasmo, Granturco e il rione Luzzatti].
«Ho partecipato a tutte le manifestazioni organizzate per la questione dei rifiuti in Campania – ci spiega al telefono Daniele Sepe, che stasera si esibirà con il suo sassofono al collo–Dare un segnale mi sembra una cosa doverosa, soprattutto nel momento in cui il mondo pseudo-intellettuale e artistico napoletano è abbastanza defilato rispetto alla questione. In tutta questa ‘bagarre’ di tristezza, fra un sacchetto e l’altro cerchiamo di portare un po’ di buonumore». Dopo il concerto è prevista anche una «passeggiata danzante» dentro il quartiere per raccogliere altro materiale da riciclare.

Anche venerdì i comitati dei vari quartieri di Napoli si riuniranno. Sono tanti: zona collinare, centro storico, Bagnoli, Vomero, Napoli est, Pianura e Pozzuoli e tutti nati per difendere la salute e l’ambiente. Sabato 26 invece si riuniranno tutti in una assemblea generale nel centro storico di Napoli, in piazza del Gesù, alle 17.
Mentre è fissata per lunedì 28 a Roma una «riunione d’emergenza» tra la Commissione europea, il governo e le regioni per valutare le misure già prese per far fronte alla crisi e valutare quelle più a lungo termine, ma anche per tentare di scongiurare dell’ennesima procedura Ue d’infrazione per il ciclo dei rifiuti.

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